venerdì 9 maggio 2014

L'amore di mamma e papà è sempre in campo con te


Articolo pubblicato da http://youcoach.it, la guida per gli allenatori di calcio


La famiglia è un microcosmo fatto di pianeti con le loro orbite, girotondi che si incastrano tra di loro. Un microcosmo che nasce dalla forza dell'amore, dal girarsi attorno in sintonia di due esseri umani che si sono trovati in un contesto immenso di stimoli. La nascita dei figli non fa che alimentare questo gioco di relazioni e incastri di orbite.



Quando i bimbi sono piccoli è fondamentale un rodaggio di sintonie ed emozioni in questo fantastico microcosmo di nome "famiglia". Ai figli tutto ciò serve per imparare ad aggirarsi nel cielo della vita. Intorno ai sei anni oltre alla scuola, giunge una grande opportunità volta a mettere alla prova ciò che si è acquisito all'interno dello spazio familiare: lo sport.

Il bambino che varca da solo la soglia di un campo di calcio, nel fare questo, ha la preziosa opportunità di staccarsi dal suo microcosmo e iniziare a sperimentare se stesso. Il calcio, in questo senso, è l'affacciarsi al mondo, è l'occasione di sperimentare cosa si prova a camminare o correre scegliendo da solo la direzione da seguire.

Per un bambino è l'opportunità di comprendere chi lui sia, specchiandosi con dei coetanei e appoggiandosi ad un adulto di riferimento, l'istruttore, che non è nè il proprio papà, nè la propria mamma ma che per lui rappresenta, in questa nuova esperienza, una base sicura.


In tal senso il calcio, entra a far parte della famiglia, acquisisce il ruolo di un "ponte" tra il proprio universo intra familiare e quello che rappresenterà l'universo personale del bambino. Se il genitore riesce a comprendere questo, se riesce a vedere lo sport come un supporto alla crescita e all'acquisizione dell'individualità del proprio figlio, dalla tribuna può assistere allo spettacolo di una parte di loro stessi che cresce e si trasforma. Una parte nata dal loro amore, ma a se stante. Questo è il punto focale.

Per il rispetto dei bisogni del bambino, lo sport andrebbe vissuto così. Quindi non come un trampolino di lancio per smanie di successo, ma come un elemento vitale che entra a girare nelle orbite del bimbo e dei suoi genitori, sorprendendo entrambi di emozioni improvvise come stelle cadenti nel cielo estivo e come comete nel cielo d'inverno. Proprio così, perché dello stesso stupore sono fatte le emozioni che suscitano in un genitore le piccole e le grandi conquiste di un bambino che fa sport. Bisogna solo scegliere questa prospettiva e non quella più superficiale che consuma energie nell'attesa di un gol o di un assist fantastico o di altre fatue emozioni che sfumano in poche ore....
Seguirli in campo con l'emozione negli occhi, diventa per i piccoli calciatori un messaggio sottile con cui i genitori hanno la possibilità di dire loro "divertiti amore mio... Mamma e papà ti amano per la gioia che sei!".



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