martedì 24 giugno 2014

Cosa penseranno i bambini dell'uscita dell'Italia dai mondiali?

Cosa staranno pensando i bambini che giocano a calcio nelle tante Scuole Calcio d'Italia della nazionale che è uscita dai mondiali? 
Loro sanno che l'Italia è il paese che genera tanti campioni, e quando scendono in campo è un loro diritto ispirarsi a degli idoli evocati, in questo caso, dai giocatori della nazionale. Eppure, la squadra che rappresenta la nostra Italia e rappresenta i loro sogni esce così... Senza concludere niente di concreto.
Forse a questo punto i bambini si chiederanno cosa non è andato come doveva e nel vivere di ciò che a loro propongono i mass media credo che arrivi anche il messaggio di come le tante potenzialità di cui dispone l'Italia si perdano in modo inconcludente.
Nel calcio italiano tanti ragazzi provengono dall'estero e quando rimangono solo gli italiani a giocare ecco cosa succede, mentre gli "stranieri" italiani nelle loro nazionali vincono. Ci sarà qualcosa di sbagliato nella nostra mentalità tricolore?
 "Tutto il calcio italiano qualche problema c'è l'ha e non ci dobbiamo aggrappare all'arbitraggio, si torna a casa giustamente...." Questo sta dicendo un cronista in televisione.
I bambini di certo sanno che dentro i limiti dello stivale ci sono tanti ragazzi che in Italia si formano,  ma che tante società blasonate poi cercano di attingere nuove stelle fuori del nostro confine, come se si svalutasse ogni volta ciò che si è cresciuto nel proprio orto, e invece di stappare lo spumante a capodanno sembra più chic stappare una bottiglia di champagne....
Non ce l'ho con il rinomato e buon bicchiere di champagne, come non c'è l'ho con i tanti bravi calciatori che sono cresciuti all'estero... Ma voglio solo evidenziare un aspetto di questo calcio che tende sempre a non vedere le potenzialità di cui si dispone nei limiti del proprio rettangolo verde e cerca altrove, migliori calciatori, migliori mister. Ragiona su chi convocare o chi escludere in base a tante strategie che non appartengono al calcio.
Sceglie in base ai movimenti di dinamiche suggerite da chi sta dietro le quinte, senza scegliere in base a criteri più sentimentali ma più legati all'amore per lo sport, criteri più veri e limpidi come, per esempio, in funzione di coloro che sanno cantare con più enfasi l'inno nazionale.... Lo so che parlo da psicologa e non da tecnico. Ma io da questa prospettiva so vedere le cose, e credo che la mia prospettiva sia più vicina a quella dei bambini, perché a loro mi ispiro, con i loro occhi tento di vedere. E dal mio punto di vista nel calcio italiano, a tutti i livelli, non si investe più sulle emozioni, sulla foga, sull'ostinazione, ma sulle dinamiche ragionate.
Credo che questo aspetto passa ai bambini, e non li esorta a cercare dentro loro stessi le potenzialità per muovere bene quel piedino sul pallone. No. Li induce, come fanno i messaggi subliminali, a proiettare fuori la soluzione dello splendore delle loro prestazioni, andando a ricercare anche a 10-11 anni lezioni private da allenatori esterni nonostante perseguano le loro ore di insegnamento nella scuola calcio che frequentano, induce i genitori a cambiare società perchè il proprio figlio gioca poco o non gioca nel suo ruolo più azzeccato (secondo il parere tecnico dei genitori) e quindi è meglio cercare fuori i confini della scuola calcio le soluzioni, senza rendersi conto che così facendo rischiano di afferrarsi all'incerto.... Si ragiona, anziché investire sulla passione, anziché apprezzare ciò che bene o male funziona e si può migliorare.
E rimangono i tifosi delusi e i bambini dissuasi.


domenica 15 giugno 2014

W le mamme delle Scuole Calcio


Il calcio è fatto anche di mamme....



Come le mamme della Scuola Calcio Olimpique Priolo che esprimono il loro amore attraverso delle magnifiche torte....
Come le tante mamme che corrono al campo, per un inverno intero, con i figli in macchina che si arrabbiano perché stanno facendo tardi.... 
Che lavano e stendono tute in silenzio, prese solo dalla velocità di asciugare tutto in tempo.
Che siedono in tribuna al freddo e poi al caldo afoso dell'estate.... Mamme che amano.... In modo incondizionato! 
E anche se da bambine sognavano di diventare ballerine, di indossare le scarpine per andare sulle punte, adesso seguono i sogni fatti di palloni e scarpini con i tacchetti dei loro figli!

Donne che, a volte, per amore di un nipote che si ama come un figlio, si trasformano in mamme di un'intera squadra, si preoccupano che non manchi nulla nella borsa medica e che tutto sia a posto prima di entrare in campo, che giocano e scherzano con i giovani atleti e sanno abbracciare come solo una mamma sa fare... Come Loriana Sereni dell'Atletic Soccer Academy fa ogni giorno....


È vero, a volte il coinvolgimento dell'amore rischia di incastrare noi mamme in dinamiche che non risultano sempre costruttive per i nostri figli. Parliamo del tifo eccessivo e della mancanza di obiettività che a volte può portare qualche mamma a vedere il proprio figlio vittima di ingiustizie. Sia che questa sensazione sia giusta, sia che derivi soltanto da ipotesi sbagliate, in ogni caso, i nostri figli si aspettano da noi sostegno, quindi ciò che ci spetta per proteggere il loro sorriso, è insegnare loro ad accettare le difficoltà, rimanendo a loro fianco quando ce la mettono tutta per tentare, DA SOLI, di risolvere le loro difficoltà....
Quindi coraggio mamme! Andiamo avanti. C'è un estate per riposarsi un po', in cui giocheranno sulla spiaggia o nel salone delle nostre case, ci faranno arrabbiare un po' con qualche vaso rotto o trovandosi sempre qualche pallone tra i piedi mentre rassettiamo la casa e poi si ricomincerà tutto di nuovo. Ma che bello!!!
Di certo in cambio ci basta poco.
Il premio più grande per tutto l'impegno che mettiamo a stare vicino ai nostri figli è un loro abbraccio, o semplicemente un bacio, che alla fine giunge sempre.... E con il quale i nostri figli ci dicono tante cose!







giovedì 12 giugno 2014

Mister e sorrisi

A volte gli istruttori mi chiedono di trovare le parole giuste per descrivere in che modo approcciare i bambini, quali strategie usare per far fare calcio ai piccolissimi calciatori, da cosa capire se stanno lavorando bene e soprattutto se sono in grado di perseguire il loro compito.... 
Ma più passa il tempo e più mi viene spontaneo, nel rispondere agli istruttori che mi chiedono questo, affermare che la cosa importante nel rapporto con i bambini non è spiegare a parole cosa dire o cosa fare, ma piuttosto esortare l'adulto al "sentire" i bambini, a percepire il loro animo e comportarsi di conseguenza.
Ovviamente è fondamentale prepararsi per svolgere il ruolo di allenatore, tuttavia c'è un dettaglio fondamentale che non si impara leggendolo sui libri, ma carpendolo dalle pieghe del cuore. Come il coniglietto tirato fuori dal cilindro del prestigiatore, ogni essere umano può escogitare una trovata sorprendente al momento giusto con cui ammaliare l'attenzione e la stima di chi da lui si attende qualcosa di importante. Ciò è fondamentale per giungere all'animo dei bambini.... La strada da perseguire a tale scopo, si racchiude nel "sentire" i bambini, nel saper percepire i loro messaggi indiretti, le loro tristezze, i loro capricci, le loro tenerezze... Tanti messaggi spontanei e involontari che possono guidare un istruttore fino a trovare il giusto approccio per entrare in sintonia con loro...

Ad evocarmi queste riflessioni è stata una foto, quella apparsa sulla mia bacheca di Facebook che ritrae mister Giuseppe Avella ed i suoi piccoli allievi della Scuola Calcio che, dal prossimo Settembre, prenderà il nome di ASD Limatola Soccer School.
Conosco questo ragazzo e il lavoro che compie con i suoi bambini da tempo, è lui che gestirà la Scuola Calcio nella quale lavorerà nonostante i suoi impegni lavorativi e familiari. Secondo me, mister Giuseppe è un esempio di come il calcio dei bambini abbia bisogno di persone che in campo, e fuori da esso, sappiano far divertire i bambini e che dietro le quinte si preoccupino di tenere vivo uno spazio nel quale i piccoli possano vivere di energia vitale contenuta in uno contesto sano. È quello che sta facendo questo mister, che dal prossimo anno calcistico sarà anche il responsabile della Scuola Calcio, e che a Limatola, il paese in provincia di Benevento, in cui la Scuola Calcio è nata, rappresenta l'unica possibilità di praticare uno sport.



Questa foto, solo a guardarla, fa sentire il clima che un mister ha saputo creare dentro uno spazio, in questo caso il piccolo abitacolo di una macchina (non serve il campo sintetico di ultima generazione....) e fa sentire la sensazione di giocosità e di divertimento, che nei sorrisi dei bambini è limpida..... Loro non sanno fingere. A volte i mister affermano di lavorare bene, ma i loro bambini non sorridono....
Come regolarsi allora, come comprendere, da mister, se si è in grado di insegnare in una scuola calcio? 
Le risposte sono i bambini a darle, dai loro progressi, dalle loro piccole vittorie personali, contro l'ansia di mettersi in gioco, contro la timidezza con cui non riescono a farsi la doccia, contro il vittimismo con cui si lamentano perché nessuno passa loro la palla. E l'arma più potente di un mister, in questo caso, è la sensibilità con cui "ascoltare" i suoi ragazzi e condividere i sorrisi... Come questa foto simboleggia in modo semplice e naturale....