sabato 13 settembre 2014

Benvenuti Piccoli Amici!!!!!



Un bel cesto di caramelle poggiato su un soffice profumo di erba fresca, ecco come abbiamo pensato di accogliere i Piccoli Amici della Lodigiani che sono venuti per la prima volta al campo..... Un messaggio subliminale carico di affetto, un messaggio volto ad arrivare al cuore dei bambini, dei genitori e partito dalle emozioni di noi adulti che da ore stavamo preparando il rettangolo verde per loro. Un messaggio volto a dire loro:
"Benvenuti nel mondo del calcio bimbi, per voi, alla vostra età, questo sport sarà come una gustosa caramella, desiderata e assaporata con gioia ogni volta al punto tale di volerne mangiare subito un'altra. Così a fine allenamento non vedrete l'ora che giunga il giorno in cui tornare qui". 
Lo chiamiamo calcio perchè a loro piace, in realtà questi cuccioli, a 5, 6 e 7 anni, hanno bisogno di imbattersi in uno sport che consista in un'attività ludico-motoria fatta di sfide utili a formare il loro carattere, ad acquisire la loro autonomia e la capacità a stare insieme ad altri bambini. Sfide dal sapore acerbo, prima tra tutte quella di staccarsi dalla mano di mamma e di papà per entrare da soli in uno spazio nel quale pensare soltanto con la propria testa e trovare da soli stimoli e soluzioni. Alcuni non esitano e zompettando si presentano ai neocompagni, prima di allora mai visti, come ha fatto Matteo, anno 2009, dicendo "HEI guardate un po' chi c'è? Ci sono io!" 


Mentre ce ne sono altri a cui l'emozione fa un brutto scherzo... Sull'orlo del campo si stringono a mamma o papà stretti stretti e non si vogliono staccare. Ce ne sono stati diversi anche quest'anno, ma poi si sono sciolti e hanno trovato il coraggio di entrare in campo, questo anche grazie all'amore che ci spinge a lavorare con loro e grazie all'aiuto della mia assistente Giorgina di soli 9 anni che, avvalendosi della sua sensibilità e del suo animo puro è riuscita a far comprendere ai più reticenti la semplicità di cosa significhi divertirsi a giocare sull'erba.
Alla fine questo primo giorno di Scuola Calcio è stato fantastico.
E al momento dei saluti gli istruttori hanno invitato i bambini a lasciare il campo con partecipazione e entusiasmo  ognuno usando un modo speciale. Ognuno rivolto a far comprendere ai bambini quanto sia bello praticare il calcio per stare insieme e divertirsi: con un abbraccio, come ha fatto mister Giovanni.....


Con un girotondo conclusosi correndo tutti verso la palla al centro del cerchio gridando allegramente, come ha fatto mister Raffaele.


Se noi adulti siamo davvero consapevoli che il calcio ha necessità di trasformarsi in qualcosa di meno eccessivo, dobbiamo partire con una nuova mentalità investendo su questi piccoli semini. Perchè sono loro il germoglio del calcio futuro.

domenica 7 settembre 2014

Dedicato a chi non teme alcun ostacolo


... E di fronte ad esso non si ferma a compiangersi, ma pensa solo a cosa lo aspetta oltre il muro.




Quante cose mi insegna, in questo momento, osservare il comportamento di una tartaruga... Lei è cocciuta e non si ferma di fronte a niente. Gira, scruta e pur non sapendo quanto sia alto uno degli muri con il quale si imbatte lei si ostina a superarlo, senza preoccuparsi di cedere neanche un attimo, perché se gli succede di cadere, lei con la sua flemma tranquilla e ferma, riprende il suo intento e si arrampica di nuovo... Credo che la tartaruga sia così, per la sua magnifica anima di guerriero Nynja e perché annusa l'aria che gli gira attorno e, nel caso della tartaruga in questione, ne assorbe il profumo del magnifico Libeccio che giunge dal mare di fronte a me è qualcosa di più.... Si tratta delle mille cellule trasparenti di energia che circolano attorno a lei provenienti da coloro che gli vivono attorno... Si, perché gli animali sentono gli esseri umani che li amano, come accade ai bambini e a tutte le anime pure...


Mi trovo accanto ad un campo di calcio, due fratelli appassionati stanno giocando a pallone con i loro amici, non si fermano di fronte a nulla, vogliono vincere con la stessa smania di quando si disputa un mondiale. E intanto la tartaruga ansima, si ostina. 
Osservandola, all'improvviso rammento un ricordo. Mi vengono in mente le parole di un romanzo che leggevo e rileggevo con amore quando ero incinta del mio secondo figlio. Quelle parole si addicevano squisitamente a quella miracolosa attesa e si addicono oggi a dare un nome all'aurea sottile che passa dai due ragazzi che giocano alla loro tartaruga:
«Con le ali lievi dell’amore volai sopra quei muri: confini di pietra non sanno escludere amore, e quel che amore può fare, amore osa tentarlo…»
da "Giulietta e Romeo" W. Shakespare



A tutti coloro che non hanno paura di tentare, a tutti quelli che non si arrendono mai e se cadono si rialzano e si ostinano in ciò che per loro è inequivocabilmente attuabile semplicemente perché si amano e sanno amare la vita, i propri cari, i propri amici, lo sport, i propri obbiettivi.