sabato 9 maggio 2015

Vincere la partita PERSA

Si, il calcio è una metafora della vita e dona ai bambini, ignari di ciò, tanti grandi insegnamenti.
Quante volte durante una partita i piccoli calciatori si scoraggiano perché stanno perdendo e convinti che la situazione sia irreversibile gettano la spugna e iniziano a subire un gol dopo l'altro? Non è raro che ciò poi si riproponga nella loro vita, per esempio a scuola, dove questi bambini di fronte a un'insufficienza sono soliti scoraggiarsi. In tal modo c'è il rischio che con il tempo in loro si stabiliscano stili comportamentali volti a sfavorire una reazione costruttiva agli eventi negativi dell'esistenza.... 
In questi casi evocare esempi di situazioni che si risolvono in modo imprevedibile nella vita e metaforicamente anche nel rettangolo verde, puo essere per i bambini (e non solo) uno spunto di riflessione volto a stimolare l'attitudine a non smettere mai di sperare e in questo modo favorire una "vittoria" della propria positività sugli eventi più ostici.
Torniamo al calcio e agli esempi che ci da riguardo a ciò. Chi non ricorda la finale di Champions del 2005 quando il Liverpool sotto di tre gol all'intervallo tra il primo e secondo tempo, riuscì in 6 minuti a fare tre gol al Milan, andare ai rigori ed alzare la coppa?  Raccontare ai bambini questi eventi può insegnare loro a giocare le partite dando il massimo sempre e fino alla fine, sia che si tratti di una partita in un campo di calcio, sia che si tratti di una sfida nella loro vita scolastica, familiare o nei rapporti con i loro coetanei... 
Ed a proposito di questi eventi rocamboleschi del calcio... Vi ricordate qualche giorno fa la foto che ho pubblicato dei bimbetti 2006 della Lodigiani che avevano perso ai rigori la finale del torneo di Castel di Sangro?



Pensate amici, gli organizzatori del torneo, tra cui un grande uomo di calcio: Roberto Vichi, peraltro ammirevoli per questa cosa, avendo avuto dei dubbi sul rispetto del regolamento da parte di una squadra che aveva partecipato alla finale, hanno fatto ripetere la finale stessa ai bambini classificatisi secondi e terzi al torneo in questione. E ai bambini della Lodigiani gli eventi hanno aperto una inaspettata possibilità di rimettersi in gioco. Nel calcio come nella vita le situazioni possono sorprenderci con dei colpi di scena che cambiano le situazioni che più ci hanno potuto colpire quando meno ce lo aspettiamo.... La partita è avvenuta ieri ed è finita di nuovo ai rigori!!!!! 
Ma questa volta  i bambini della foto hanno vinto, perché il portierino di rigori ne ha parati 4 e tutto il gruppo ha affrontato questo momento di batticuore con più sicurezza. 



Nulla non serve a nulla. Quel secondo posto è servito da esperienza ai bambini per affrontare una situazione "frustrante" con più serenità e per insegnare loro che nella vita non bisogna mai smettere di sperare e se qualcosa ci è tolta può capitare che poi ci viene data l'occasione per riconquistarla.


"Per quanto possa essere terribile, quel dolore ci renderà più forti. Se ti permetti di provarlo, di accoglierlo, ti renderà più potente di quanto non immagini. È il dono più grande che abbiamo. Sopportare il dolore senza spezzarci. E nasce dal più umano dei poteri: la speranza.” 
Dal film X-Men Giorni di un futuro passato

domenica 3 maggio 2015

Perdere ai rigori a 8 anni

Eccoli qua, i cuccioli 2006 della Lodigiani Calcio, con la loro coppa, dopo essersi aggiudicati il secondo posto al torneo di Castel di Sangro.... Ma la vera vittoria, per loro, è quella di essere stati per la prima volta tre giorni lontano dai loro genitori ed essersi comportati come dei veri ometti. La loro vera vittoria è impressa in questa foto che li ritrae tutti insieme, vicini vicini in ogni caso, anche dopo aver perso ai rigori la prima finale della loro vita.


Si è vero, non in tutti i bimbi ritratti nella foto compare il sorriso sul loro visetto, ma sono tutti uniti e chi sorride esprime un pezzetto di emozione che è nel cuore anche degli altri. Anche per loro accade ciò che contraddistingue una squadra: il gruppo acquisisce una sola anima e ogni componente ne esprime un aspetto. Dopo una sconfitta dura da digerire ad 8 anni avvenuta all'interno di un'esperienza come un torneo in trasferta "dura da contenere" per quanto sia emozionante, nell'animo di un gruppo di bambini gioia e delusione si altalenano quasi a stordire.... E loro eccoli là, che si toccano l'un l'altro e si passano sorrisi e tristezza.... 
Ma sono certa che in questo momento in cui scrivo (è mezzanotte passata..) stanno tutti quanti dormendo e prima di addormentarsi hanno ripensato ai tre giorni trascorsi insieme provando tanta nostalgia degli amici con cui stavano in camera e della saletta dove mangiavano senza mamma e papà e quindi dove si sentivano più grandicelli, tanta nostalgia della voce del mister e del dirigente che a volte aveva il tono autorevole per contenere la loro vivacità in albergo e la loro emozione in campo e a volte sembrava l'eco della voce amorevole del proprio papà.
Nostalgia del borsone da prepararsi da soli, dei genitori che gridavano Forza Lodi nello stadio di Castel di Sangro... Emozioni così belle da rendere quei rigori birboni un dettaglio su cui non vale più la pena soffermarsi, perché il risultato di una partita è un attimo sfuggente rispetto ai tanti momenti emozionanti del torneo che, confusi con i sogni, in questo momento si stanno imprimendo nel loro limpido cuore dal quale non se ne andranno mai più.