domenica 29 gennaio 2017

Che gioia vederli giocare

Una cosa è accompagnare a una gara nostro figlio o l’atleta che si allena, ricercando l’ebbrezza della vittoria. Una cosa è vivere tale momento rapiti da particolari a cui abitualmente non si fa caso. Come l’aspetto suggestivo delle orme di tanti tacchetti su un campo di calcio in terra battuta, che fanno di esso un libro firmato dalle energie e dalle storie di tanti. Come la freschezza emanata dalle zolle strapazzate di un campo in erba dopo una partita di rugby, segni di passaggi pensati e vissuti, di scontri e alleanze che in quel luogo concedono alla terra di farsi sentire viva…
Quando sensazioni come queste si confondono con le risa di bambini che si fanno la doccia dopo aver liberato il loro entusiasmo in un campo di terra o d’erba, allora vivere lo sport diviene l’occasione per essere destinatari di un’esperienza speciale....


Nel supportare i giovani atleti si ha l’opportunità di sentirsi appagati e generosi al tempo stesso. Si può acquisire energia dai bambini e se ne può donare tanta a loro, impazienti di assimilare dai grandi la forza per crescere. Un dare-avere che permette a giovani e adulti di arricchirsi vicendevolmente ogni qualvolta si pratica uno sport.


Per me non è stato difficile essere coinvolta dalla magica atmosfera dello sport perché era questo che cercavo. Frequentando l’ambiente sportivo dei giovani mi sono resa conto che spesso le persone non riescono a cogliere tali sfumature e i motivi sono svariati. Tra tutti emerge il condizionamento che l’ambiente sociale ha su ognuno di noi, per cui lo sport praticato dai bambini è alla stregua dello sport degli adulti, impoverito della sua dimensione di gioco e spontaneità, concentrato sul risultato sorprendente e sul desiderio di emergere, elementi che stonano nel contesto giovanile. Eppure molti genitori si appropriano di questa mentalità, che procura atteggiamenti negativi nei confronti dei loro figli e che di sicuro non attuerebbero se fossero adeguatamente informati.
A volte corrono questo rischio anche gli istruttori, soprattutto quelli che non sono preparati adeguatamente, ma da appassionati di sport, si improvvisano tali.
Lo sport dei bambini è ben altro. È uno spazio di crescita, dove si impara a stare insieme a se stessi e agli altri.
.......
Si deve tendere a un approccio più genuino alle discipline sportive e predisporsi a riconoscerle ricche di elementi educativi e di strategie utili a vivere.


Ognuno di noi, accostandosi allo sport giovanile in tal modo, può dare il suo prezioso contributo alla crescita degli atleti di cui si occupa: l’importante è accingersi, informarsi e riflettere. Per fare questo, tuttavia, prima di ogni altra cosa, bisogna amare lo sport. Ma ancor prima è essenziale amare i bambini.
da "Uno sport per crescere" Isabella Gasperini, ed.  Franco Angeli

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