martedì 24 gennaio 2017

VOGLIO SOLO CHE SI DIVERTA



"Ci sono genitori che riferendosi all'attività sportiva praticata dal figlio affermano: "voglio solo che si diverta", poi in partita, quando i freni dell'autocontrollo cedono, le motivazioni inespresse si affermano in modo prorompente.
In questi casi tali genitori, non rispettando il confine emotivo che dovrebbe distinguerli dal proprio bambino, presi dalla foga, si sentono vincenti se la squadra del loro figlio vince, e si sentono perdenti se perde.
Essi vivono la sconfitta sulla loro pelle come se fossero stati investiti da una grande delusione che li riguarda in prima persona. Ciò accade mentre i bambini, sotto la doccia, cantano e scherzano perchè si sono già dimenticati tutto.
Affinché ciò non avvenga bisognerebbe comprendere le ragioni per cui si cade in tale tranello mentale, a volte involontario, a volte palpabile ma negato.
In questi casi è importante il ruolo dello psicologo dello sport in una Scuola Calcio perché rappresenta per i genitori l'occasione per capire le ragioni per cui tale aspetto di se stessi e tanti altri possono sfuggire procurando danni all'evolversi della vita e delle scelte dei propri figli".
Dal libro "Scuola Calcio" di Isabella Gasperini


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