I miei libri




Isabella Gasperini

CAPITANO DELLA TUA ANIMA
Un manuale per allenatori di calcio e per coloro che vogliono investire sulla propria 
crescita personale

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Isabella Gasperini

SCUOLA CALCIO
Spunti di riflessione e utili risposte della psicologa direttamente dal rettangolo verde

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Prefazione di Michele di Cesare
Isabella Gasperini possiede, in abbondanza, quella che io considero l’autentica “pietra filosofale” di uno sportivo… la passione. 
E proprio la passione rappresenta per lei un autentico passe-partout che le permette di essere vissuta come una risorsa, un’amica, qualcuno cui affidarsi… più che uno psicologo. 
In Italia curiosamente questo termine è percepito spesso con timore. “Io non ho problemi, non sono mica matto”, e quindi spazio a motivatori e mental trainer che spesso non hanno assolutamente la preparazione per affrontare, risolvere e, soprattutto, non peggiorare i problemi che inficiano la prestazione di un atleta, la capacità di trasmettere efficacemente le competenze di un allenatore o spingono un genitore a riempire con responsabilità e aspettative, che pesano come pietre, la vita sportiva del proprio figlio. 
Lo psicologo, tra l’altro, nel calcio si occupa prevalentemente della mente e non della psiche. È quindi un utile consulente che quando osserva la realtà in cui viviamo coglie aspetti che ai più sfuggono, semplicemente perché non disponiamo delle giuste chiavi di lettura. E, inoltre, è in grado di intervenire perché il suo sapere gli permette di andare oltre il buon senso. 
Per questi e altri validi motivi nel calcio occorre confrontarsi e mettersi in gioco per esprimere appieno il nostro potenziale o permettere agli altri di farlo aiutandoli a superare i loro limiti, invece di metterli in difficoltà perché neghiamo i nostri. Vi sono quindi ottimi motivi per leggere questo libro, sia che giochiate, alleniate o viviate al fianco di chi nello sport cerca di esprimere se stesso. Buona lettura.
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Isabella Gasperini

CRESCERE E DIVERTIRSI CON LO SPORT
Come aiutare i bambini a vivere meglio senza diventare campioni

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Questo libro, tratto dalla mia esperienza vissuta nei campi di calcio della Lodigiani e di altre società, è costruito giorno dopo giorno stando insieme ai giovani atleti, ai loro allenatori e in tribuna tra i loro genitori. Esso ha l’intento di suggerire un approccio per concepire le discipline sportive una palestra in cui esercitarsi alla vita.
Vivo lo sport giovanile facendomi inglobare da esso, confondendomi tra i bambini, respirando il loro entusiasmo, assaporando la loro foga come l’espressione di un’energia impetuosa. Tutto ciò è così bello e travolgente da suscitarmi il desiderio di condividere con gli altri adulti coinvolti nello sport dei bambini, ciò che io ho la fortuna di sperimentare.
Vorrei condividere per prima cosa  il bisogno di andare oltre la concezione dello sport proposta dai mass-media, volta alla smania di protagonismo e alla ricerca di affermazione, perché ci condiziona e influenza il modo di impegnarsi dei bambini nelle discipline sportive.
Poi la necessità di vivere lo sport giovanile da dentro, che mi ha concesso l’occasione di cogliere il valore terapeutico che lo sport acquisisce, come momento di grande libertà in cui ricaricarsi e tale da donare lo stesso sollievo dell’esperienza del ridere. Assimilandomi al contesto sportivo dei bambini, ho potuto intuire che lo sport può essere uno spazio dove noi adulti possiamo avvicinarci di più al loro universo, da cui assorbire la capacità di vivere di sensazioni immediate.
In questo modo può aprirsi, a noi e a loro, l’occasione di fare sport con lo scopo di sfidare i limiti personali e desiderare la vittoria non per appagare l’ambizione al successo, ma per arricchirsi della tenacia di non demordere.
Una cosa è accompagnare a una gara nostro figlio o l’atleta che si allena, ricercando l’ebbrezza della vittoria. Una cosa è vivere tale momento rapiti da particolari a cui abitualmente non si fa caso. Come l’aspetto suggestivo delle orme di tanti tacchetti su un campo di calcio in terra battuta, che fanno di esso un libro firmato dalle energie e dalle storie di tanti. Come la freschezza emanata dalle zolle strapazzate di un campo in erba dopo una partita di rugby, segni di passaggi pensati e vissuti, di scontri e alleanze che in quel luogo concedono alla terra di farsi sentire viva…
Quando sensazioni come queste si confondono con le risa di bambini che si fanno la doccia dopo aver liberato il loro entusiasmo in un campo di terra o d’erba, allora vivere lo sport diviene l’occasione per essere destinatari di un’esperienza speciale.
Nel supportare i giovani atleti si ha l’opportunità di sentirsi appagati e generosi al tempo stesso. Si può acquisire energia dai bambini e se ne può donare tanta a loro, impazienti di assimilare dai grandi la forza per crescere. Un dare-avere che permette a giovani e adulti di arricchirsi vicendevolmente ogni qualvolta si pratica uno sport.
Per me non è stato difficile essere coinvolta dalla magica atmosfera dello sport perché era questo che cercavo. Frequentando l’ambiente sportivo dei giovani mi sono resa conto che spesso le persone non riescono a cogliere tali sfumature e i motivi sono svariati. Tra tutti emerge il condizionamento che l’ambiente sociale ha su ognuno di noi, per cui lo sport praticato dai bambini è alla stregua dello sport degli adulti, impoverito della sua dimensione di gioco e spontaneità, concentrato sul risultato sorprendente e sul desiderio di emergere, elementi che stonano nel contesto giovanile. Eppure molti genitori si appropriano di questa mentalità, che procura atteggiamenti negativi nei confronti dei loro figli e che di sicuro non attuerebbero se fossero adeguatamente informati.
A volte corrono questo rischio anche gli istruttori, soprattutto quelli che non sono preparati adeguatamente, ma da appassionati di sport, si improvvisano tali.
Lo sport dei bambini è ben altro. È uno spazio di crescita, dove si impara a stare insieme a se stessi e agli altri.
Con questo libro, mi auspico di suscitare nel lettore il desiderio di vivere lo sport come elemento catalizzatore attraverso cui poter attivare, tra bambini e adulti, una comunicazione che li coinvolga nel profondo.
Si deve tendere a un approccio più genuino alle discipline sportive e predisporsi a riconoscerle ricche di elementi educativi e di strategie utili a vivere.
Ognuno di noi, accostandosi allo sport giovanile in tal modo, può dare il suo prezioso contributo alla crescita degli atleti di cui si occupa: l’importante è accingersi, informarsi e riflettere. Per fare questo, tuttavia, prima di ogni altra cosa, bisogna amare lo sport. Ma ancor prima è essenziale amare i bambini.

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